Aggiornamento: Tim, ma che C***o fai?
11AGO
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Aggiornamento: Tim, ma che C***o fai?

di AlexSpeaker.it

Eccoci con l’atteso aggiornamento sulla mia personale battaglia contro la burocrazia di TIM e FiberCop. Se avete letto il capitolo precedente, ricorderete la frustrazione di avere la fibra fisicamente installata ma di risultare “invisibile” per i sistemi degli operatori. Ebbene, ci sono novità: finalmente ho la connessione a Internet in fibra ottica! Ma il modo in cui ci sono riuscito ha dell’incredibile.

La ricerca di aiuto: Dal forum all’operatrice “creativa”

Dopo aver pubblicato il mio primo sfogo, mi sono messo a cercare soluzioni online. Su un forum ho trovato una persona che sosteneva di lavorare per FiberCop e che si offriva di aiutare gli utenti in situazioni simili. Dopo averlo contattato e avergli inviato le foto del nostro PTE (il punto di terminazione), ci ha comunicato che mancava un’etichetta identificativa, promettendo l’invio di un tecnico per i controlli.

Nel frattempo, non volendo lasciare nulla di intentato, abbiamo riprovato a chiamare il 187 di TIM. Qui ci risponde un’operatrice gentilissima che, dopo essersi consultata con una responsabile, ci propone una soluzione a dir poco surreale.

Il piano era questo: fare la richiesta di attivazione utilizzando il numero civico del vicino (che risultava regolarmente coperto). Al momento dell’arrivo dei tecnici, avremmo dovuto intercettarli, portarli al nostro vero civico, e chiedere loro non di attivare la linea, ma di compilare un modulo speciale per certificare la copertura della nostra casa e renderla “vendibile”.

L’arrivo dei tecnici e l’attivazione “sbagliata”

Procediamo con questa finta attivazione. I tecnici arrivano, li dirottiamo verso il nostro ROE/PTE, ed espongono subito un problema: loro non sono abilitati a mandare moduli per rendere una fibra “vendibile”. Si rifiutano di seguire il piano dell’operatrice.

Cosa potevano fare, allora? Potevano semplicemente installare il cavo ottico fin dentro casa nostra e attivare la linea. A detta loro, i sistemi di TIM si sarebbero poi aggiornati in automatico nel giro di un paio di mesi, regolarizzando la nostra posizione.

Decidiamo di procedere: rifiutiamo il loro modem per usare il nostro, i tecnici portano il cavo in casa e… magia! La connessione in fibra ottica funziona perfettamente.

Un lieto fine… a metà

La linea c’è, navighiamo alla grande, ma il problema burocratico è rimasto esattamente lo stesso.

Sono passati mesi e la nostra abitazione continua a non risultare coperta nel database di FiberCop. Di conseguenza, nessun altro operatore può venderci un’offerta. Abbiamo richiamato il 187 per chiedere di aggiornare l’indirizzo di installazione, ma ci è stato risposto che è impossibile modificare il civico sul contratto; l’unica cosa che hanno potuto cambiare è l’indirizzo di fatturazione.

Attualmente, quindi, abbiamo un abbonamento attivo su un civico sbagliato, ma fisicamente usiamo la linea a casa nostra. Fortunatamente, siamo anche riusciti ad attivare l’operatore che tanto desideravamo nella casa di giù. È un paradosso, ma almeno internet funziona!

E voi? Mi rivolgo a chi ha vissuto lo stesso incubo di copertura fantasma: vi è mai capitato di dover usare un “trucco” del genere, attivando la linea su un civico adiacente? È una prassi normale o siamo stati noi a forzare il sistema? Raccontatemi la vostra esperienza nei commenti e come avete risolto le vostre odissee con la fibra!